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Legends Of Runeterra

Monumenti del potere in Legends of Runeterra: il theorycrafting in compagnia di Dog of Wisdom

Sin dalla timida uscita di Targon su Legends of Runeterra si era già notata la tremolante mancanza di alcune carte chiave e sinergie, già fin troppo carenti. L’espansione funzionava per metà, ma non era un caso. Riot Games ha difatti lasciato uno spaccato profondo, dividendo l’evento dell’anno in due macro parti. Il monte di Targon vanta della presenza e della sommità dei celestiali, ma anche della furia dei draghi. Sebbene molti archetipi abbiano già sperimentato i potenti incantesimi elargiti nella Chiamata della Montagna, la presenza dei draghi è stata circoscritta in una manciata di candidati. Ad accompagnare l’arrivo della seconda parte di questo succoso aggiornamento, chiamato “Monumenti del potere”, è una meccanica mai vista prima nell’universo di Riot: il monumento. Non lasciativi sbigottire dal nome solenne, in realtà il concetto di design è molto simile agli artefatti di Magic o le magie terreno di Yu-Gi-Oh!. Essi sono degli strumenti aggiuntivi ed insoliti rispetto alle carte viste finora; infatti, per essere giocate dalla mano, potremo usare solamente il mana normale e non quello incantesimo. Il loro effetto perpetuerà sul campo da battaglia e potranno essere rimosse da carte specifiche. Un’altra curiosità è la cadenza delle proprie abilità che, nel pratico, agiranno all’inizio di ogni turno. Ma per ora lasciamo da parte le formalità e scendiamo nel vivo della patch, focalizzandoci sulle entrate in scena dei nuovi campioni. In nostra compagnia, ovviamente, le accurate parole di Dog of Wisdom. Le prime perplessità ricadono sempre sulle sinergie che le carte introdotte possono avere con le comparse emergenti e i tool più datati. Come posso utilizzare sin da subito i champion nel modo corretto? Saltiamo nel theorycrafting.

Shyvana

La prima soave rappresentante dei Monumenti del potere è nientedimeno che Shyvana. La campionessa, oltre ad essere un buon pezzo a 4 mana, è anche un drago. Tale dicitura, che magari un tempo poteva essere rilegata a poche interazioni, ora trova delle “combo” assai curiose. La regione d’appartenenza della beniamina è Demacia, la sua casa e patria di chi l’ha tenuta sotto la prima ala. Una delle carte decisamente sottovalutate finora è stata la “Stretta del dragone”, un incantesimo capace di pescare due draghi dal mazzo. Al momento passata lievemente in sordina, la carta troverà gioco nelle prossime settimane, ora per la presenza stessa di Shyvana, ora per il crescendo di draghi che rimpingueranno il pool dei già presenti in collezione. La struttura del mazzo vede dunque l’umanoide come protagonista del mid game durante la partita in Monumenti del potere, anche grazie alla presenza di carte che la possono scontare di costo, e come altra colonna portante il già prepotente Aurelion Sol. Il problema in passato era anche la scarsa partecipazione di tool piccoli, che potessero reggere le prime battute della partita. Ora, la presenza di importanti aggiunte del calibro del Tenente della guardia del drago e il Ricercatore Cervellone, crea la giusta atmosfera creativa per un deck building solido e ben organizzato. La ciliegina sulla torta è poi siglata dal Drago dell’eclissi: un drago che raggiungerà presto Legends of Runeterra e che potrà scontare di ben due mana un drago, o celestiale, nella nostra mano. Cosa ne pensate di un Aurelion Sol a turno 8? Credo non serva spiegazione.

Tahm Kench e Soraka

I prossimi – e ultimi – due campioni a passare sotto la lente meticolosa di Dog of Wisdom sono Tahm Kench, l’ingordo vagabondo di Bilgewater e Soraka, la viandante del regno celestiale. Il demone, al contrario della seconda, manifesta la sua fame implacabile con un’abilità mai del tutto espressa in Legends of Runeterra: l’imprigionamento. La mostruosità, infatti, potrà inghiottire al suo interno chiunque sarà vittima del suo incantesimo “Gusto acquisito”. La spell permetterà nientemeno di mangiare – letteralmente – un nemico, prendendosi però danno pari al suo potere. Un problema non troppo gravoso, specie visto che di base il campione vanta di ben 6 punti salute. Soraka invece è decisamente meno famelica e più altruista. Ella, con un body di 1/6, potrà curare di 4 se stessa e un alleato supportato. La curva bassa dei due champion, 3 per Soraka e 4 per Tahm Kench, agevolano inoltre una sinergia intrinseca, che li vede parte di una partita già confezionata per loro due. Due protagonisti che possono essere giocati in seguito e tante cure, ma cosa manca? Un modo per ipotecare la partita. Fortunatamente per l’improbabile duo giunge un monumento dal potere spaventoso – almeno su carta -, ossia la Sorgente Stellare. La carta curerà di 1 tutti gli alleati ad inizio turno e, qualora dovesse vedere almeno 22 punti vita ripristinati, vi farà vincere la partita. Basterà questo game plan per ipotecare la partita? Staremo a vedere all’uscita del Monumenti del potere.

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